Investimenti alternativi per imprenditori

Come i founder amanti del rischio possono costruire ricchezza duratura oltre il crypto

Introduzione

Quando vivi di startup, lo “stipendio fisso” è un mito lontano.
Le entrate arrivano a picchi: un mese esplosivo dopo un lancio, trimestri più magri mentre ricostruisci, un evento di liquidità che cambia la vita dopo anni di lavoro. I piani finanziari tradizionali, pensati per chi ha un reddito stabile e prevedibile, raramente funzionano per chi crea aziende.

Un imprenditore con alta tolleranza al rischio – che fa trading in crypto, reinveste utili, scommette su nuove idee – non ha bisogno di qualcuno che gli dica di “evitare il rischio”. La domanda giusta è un’altra: come prendere rischi intelligenti e asimmetrici senza mettere in pericolo il futuro?
Il crypto può essere una parte del quadro, ma affidarsi a una sola asset class altamente speculativa è pericoloso. Qui entrano in gioco gli investimenti alternativi oltre il crypto: deal privati, real estate di nicchia, finanziamenti basati sui ricavi, fondi specializzati e altri strumenti che rispettano la mentalità innovativa dell’imprenditore, ma con basi più solide.


Perché gli imprenditori hanno bisogno di un playbook diverso

La maggior parte dei piani finanziari assume un flusso di reddito regolare, che permette piccoli investimenti mensili in fondi pensione e indici di mercato.
Per un imprenditore seriale lo schema è “banchetto o carestia”: grossi incassi alternati a periodi di magra. Il rischio è che ogni grande vittoria venga reinvestita integralmente nel prossimo progetto, lasciando poco davvero protetto.

Un approccio migliore è accettare la volatilità come parte del gioco, ma disegnare un sistema che trasformi i picchi di cassa in ricchezza duratura. Questo sistema si regge su tre pilastri:

  • Una regola chiara su come allocare ogni profitto o exit.
  • Un mix di investimenti che non siano tutti legati agli stessi rischi della tua startup.
  • Una preferenza per asset in cui hai un reale vantaggio competitivo.

Gli investimenti alternativi oltre il crypto possono essere il cuore di questo impianto.


1. Deal privati dove hai davvero un vantaggio

Gli imprenditori hanno spesso accesso privilegiato a opportunità early stage:
altri founder che cercano capitali, operatori in nicchie adiacenti, spin‑off che nascono dal proprio ecosistema. Invece di distribuire piccoli assegni a pioggia, è molto più potente concentrarsi su poche operazioni in cui la tua esperienza fa la differenza.

Questo può significare investire in:

  • Startup nel tuo settore, dove conosci in profondità clienti, prodotto e dinamiche competitive.
  • Aziende in cui puoi entrare come advisor, fractional executive o membro del board.
  • Deal in cui negozi information rights, revenue share o extra‑upside legato alle performance.

L’idea è trattare ogni investimento come una decisione strategica, non come un favore o un gesto impulsivo. La domanda chiave è: “Ho un vero edge qui, o sto solo cercando adrenalina?”
Concentrandoti su poche scommesse ad alta convinzione, allinei i tuoi investimenti al tuo asset più potente: la tua competenza operativa.


2. Revenue‑based financing e credito privato

L’equity non è l’unico modo per partecipare alla crescita di altre aziende.
Il revenue‑based financing e il credito privato permettono di ottenere rendimenti interessanti senza dover aspettare un exit tradizionale.

  • Nel revenue‑based financing fornisci capitale e ricevi una percentuale dei ricavi mensili fino a rientrare di un multiplo prefissato del tuo investimento.
  • Nel credito privato presti denaro a tassi concordati, a volte con warrant o opzioni di equity.

Per un founder con reddito volatile, queste strutture possono aiutare a stabilizzare il cash flow:

  • I rimborsi iniziano relativamente presto, invece di aspettare anni.
  • I rendimenti sono legati all’andamento del business, non solo alla valutazione finale.
  • Puoi negoziare covenant e protezioni contrattuali in modo diretto.

Si tratta di una sorta di “obbligazioni imprenditoriali”: ancora rischiose, ma ancorate a flussi di cassa e operatività, invece che solo a multiple di fantasia.


3. Real estate di nicchia che sfrutta le tue competenze

Il mattone viene spesso presentato come il contrario dell’imprenditorialità: lento, noioso, statico.
Ma un founder può avvicinarsi al real estate con la stessa creatività con cui progetta un prodotto.

Invece del classico bilocale da affittare, puoi guardare a:

  • Spazi di co‑working o studi per creator e micro‑team.
  • Coliving per nomadi digitali o lavoratori da remoto.
  • Piccoli locali commerciali affittati a brand online‑first o DTC.
  • Short‑term rental in mercati che conosci bene, con pricing data‑driven e forte brand.

Il vantaggio è doppio. Da un lato questi asset generano flussi di cassa più stabili delle tue startup, fungendo da “zavorra positiva”. Dall’altro ti permettono di applicare le tue skill in posizionamento, user experience e marketing per ottenere rendimenti superiori rispetto al tipico proprietario passivo.


4. Fondi specializzati che rispecchiano la tua visione

Non è realistico né efficiente diventare esperti di ogni asset class.
Dove non hai un vantaggio, ha senso delegare a gestori che vivono di analisi, risk management ed execution.

Per un imprenditore con alta propensione al rischio e una visione forte, questo può includere:

  • Fondi di venture capital in settori che conosci bene (AI, climate tech, fintech, ecc.).
  • Fondi con strategie decorrelate dal mercato tradizionale (market‑neutral, long‑volatility, arbitraggio).
  • Fondi su real asset come energie rinnovabili, data center o logistica.

Affidarti a gestori specializzati ti espone a idee e opportunità che non potresti seguire direttamente, mantenendo però coerenza con la tua tesi sul futuro.


5. Asset digitali e proprietà intellettuale con cash flow

Molti founder sottovalutano il potenziale di costruire o acquistare asset digitali che generano entrate ricorrenti con relativamente poco sforzo operativo. Non saranno unicorni, ma possono diventare “mattoncini di stabilità” in un portafoglio imprenditoriale.

Alcuni esempi:

  • Micro‑SaaS con base utenti fedele in nicchie specifiche.
  • Librerie di contenuti, corsi online o piattaforme di formazione già monetizzate.
  • Newsletter, community o membership site con MRR consolidato.
  • Piccoli strumenti digitali che puoi integrare nel tuo ecosistema di prodotti esistenti.

Sono asset perfetti per chi sa fare prodotto, storytelling e distribuzione. In più offrono opzioni future: puoi scalarli, rivenderli o usarli per rafforzare la tua startup principale.


6. Trasformare competenze e relazioni in equity

Per un imprenditore che ama costruire e fare mentoring, uno degli “investimenti” più sottovalutati è l’equity guadagnata con il proprio tempo invece che con denaro.
Invece di investire sempre cash, puoi chiudere accordi in cui il capitale sei tu.

Alcune possibilità:

  • Equity advisory in startup promettenti in cambio di un numero definito di ore al mese.
  • Accordi di revenue‑share legati al supporto su growth, prodotto o operations.
  • Partecipazione a mastermind o club deal dove il valore è la combinazione di network e competenze.

Qui il rischio principale è il tuo tempo e la tua reputazione, non il tuo conto in banca. È particolarmente interessante nei periodi in cui la liquidità è più tesa, ma la tua esperienza è ai massimi.


7. Disegnare un framework di allocazione adatto a redditi volatili

Senza struttura, tutti questi strumenti diventano solo una scusa per dire “sì” a qualsiasi cosa sembri interessante.
La chiave è definire una regola di allocazione che si attiva solo in presenza di eventi di cassa significativi: distribuzioni di utili, secondarie, exit.

Un esempio semplice:

  • 40% di ogni grande profitto in asset relativamente stabili e di lungo periodo (fondi diversificati, real estate “core”).
  • 30% in investimenti alternativi più rischiosi ma con basi reali (revenue‑based, fondi di nicchia, alcuni deal privati).
  • 20% in scommesse ad altissimo rischio / sperimentali (incluse crypto e moonshot).
  • 10% in liquidità o strumenti molto liquidi per cogliere opportunità e mantenere margine di sicurezza.

Le percentuali possono cambiare, ma l’idea è avere una regola pre‑definita, così ogni volta che entra un grande flusso di cassa non devi rinegoziare tutto con te stesso.


8. Proteggere il “bucket intoccabile”

Per un founder amante del rischio, il vero pericolo è che ogni investimento venga considerato potenziale carburante per la prossima startup.
Nel lungo periodo questo può lasciare vulnerabile anche chi ha avuto più successi che fallimenti.

Per evitarlo, è utile creare un “bucket” di asset che tratti come praticamente intoccabili, salvo scenari estremi:

  • Casa di proprietà pagata o immobili chiave.
  • Portafogli ampiamente diversificati, non collegati al tuo settore o al tuo network.
  • Strutture o conti pensati esplicitamente per il lungo termine, con barriere psicologiche (o legali) all’utilizzo.

Questo bucket non serve a massimizzare l’upside, ma a proteggere il tuo standard di vita futuro.
Una volta che un euro entra qui, smette di essere chip da giocare al tavolo delle scommesse imprenditoriali.


9. Scegliere consulenti che capiscono i founder

La qualità delle decisioni dipende molto dalle persone con cui le discuti.
Molti consulenti tradizionali ragionano per riduzione del rischio assoluto, perché sono abituati a clienti con carriere lineari e reddito stabile.

Un imprenditore, invece, ha bisogno di professionisti che:

  • Riconoscano che il principale motore di ricchezza è la sua capacità di creare e vendere aziende.
  • Accettino che una certa concentrazione di rischio è razionale, non follia.
  • Aiutino a costruire sistemi e guardrail, invece di dire semplicemente “metti tutto in un ETF e smettila di rischiare”.

Con i partner giusti, gli investimenti alternativi smettono di essere un mosaico di deal isolati e diventano una vera strategia di portafoglio.


Conclusione

L’imprenditorialità probabilmente rimarrà sempre l’investimento più volatile e, allo stesso tempo, più redditizio della tua vita.
L’obiettivo non è spegnere questo spirito, ma circondarlo di una struttura che ti permetta di continuare a giocare in modo aggressivo mentre, in background, la tua ricchezza cresce in modo silenzioso ma costante.

Combinando in modo intenzionale deal privati, revenue‑based financing, real estate di nicchia, fondi specializzati, asset digitali e equity guadagnata con competenze e relazioni, puoi costruire un sistema di investimenti alternativi che rispecchia la tua mentalità da founder – senza lasciare il tuo futuro al caso.

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